Una domanda semplice che può evitare grandi malintesi. L’altro giorno, durante un incontro con un potenziale cliente, è emersa una domanda che nella sua semplicità mi ha colpita:
“Cosa mi devo aspettare dal lavoro di ufficio stampa?”
Una domanda che ho rilanciato subito anche a lui:
“E lei, cosa si aspetta?”
Sembra una formalità, ma in realtà è un passaggio strategico. Serve a prevenire fraintendimenti, evitare aspettative sbagliate e costruire una relazione più chiara e solida.
Perché chiedere “Cosa ti aspetti dal mio ufficio stampa?
Da una parte c’è il cliente che ha già avuto esperienze con questo tipo di servizio, in questo caso chiedo sempre:
“Cosa non ha funzionato con l’ufficio stampa precedente? Questa domanda, all’apparenza neutra, mi dà subito un quadro importante:
- capisco quali aspettative non sono state soddisfatte,
- se il problema è stato operativo o comunicativo,
- e soprattutto cosa posso fare diversamente.
Dall’altra parte, c’è anche chi si approccia per la prima volta a questo servizio. E lì è ancora più importante chiarire che cosa succederà, come si lavora, cosa si può ottenere (e cosa no).
Le aspettative sbagliate sull’ufficio stampa
1. “Scrivi il comunicato e poi finisce lì, giusto?”
Un cliente pensava che bastasse scrivere un comunicato stampa per ottenere una visibilità automatica.
Dopo l’invio, mi ha chiesto perché nessun giornalista lo avesse ancora chiamato.
Il problema? Credeva che bastasse “emettere” la notizia, senza tutto il lavoro di contatto, proposta, relazione, follow-up.
2. “Garantisci l’uscita su Corriere, Sole 24 Ore e Repubblica?”
Un altro cliente era convinto che avrei garantito presenza assicurata sui media nazionali.
Quando ho spiegato che il lavoro dell’ufficio stampa consiste nel proporre contenuti rilevanti, ma che non si acquistano gli spazi, si è irrigidito.
L’equivoco? Pensava all’ufficio stampa come a un ufficio acquisti pubblicità.
Quando le aspettative sono chiare, tutto funziona meglio
Quando questa domanda viene affrontata prima di iniziare:
- il cliente ha un quadro realistico di cosa può ottenere,
- io posso organizzare il lavoro in modo coerente e trasparente,
- e si lavora meglio, con meno ansia e più fiducia.
La doppia domanda che fa bene a tutti
“Cosa ti aspetti dall’ufficio stampa?”
“Cosa puoi aspettarti da me?”
Due domande semplici che aiutano a evitare problemi futuri e costruire un lavoro basato su chiarezza, professionalità e risultati reali. L’ufficio stampa non è magia, ma è un mestiere. E come in ogni lavoro, quando ci si capisce fin dall’inizio, le cose vanno decisamente meglio.
Quando funziona, si vede. Un cliente con cui lavoro da più di un anno mi ha detto, qualche mese fa:
“All’inizio non capivo cosa stavi facendo, poi ho visto che i giornalisti chiamavano, mi intervistavano, mi citavano. E ho capito che quel lavoro invisibile era la base di tutto.”
Ecco: quando c’è fiducia e chiarezza, il lavoro di ufficio stampa diventa un moltiplicatore di autorevolezza. Anche se non si vede subito.
Cosa ci si può realisticamente aspettare dall’ufficio stampa
Chi sceglie un ufficio stampa può (e deve) aspettarsi:
- un’analisi onesta delle notizie aziendali e del loro potenziale mediatico;
- la redazione professionale dei contenuti (comunicati, pitch, schede, Q&A…);
- una strategia di contatti personalizzata verso i giornalisti giusti;
- aggiornamenti regolari su chi è stato contattato, feedback ricevuti e uscite ottenute.
Vuoi capire se l’ufficio stampa è utile per la tua realtà?





