Lo ammetto: come addetta stampa, la domanda me la faccio ogni volta che sto per premere “invia” su un comunicato.
E forse, in fondo, è proprio questa la chiave: mettersi nei panni del giornalista. Perché se vogliamo davvero ottenere attenzione e spazio, dobbiamo imparare a rispondere a questa semplice (ma fondamentale) domanda: “perché questa notizia dovrebbe interessare ai suoi lettori?”
Il giornalista non cerca promozione cerca notizie. Un errore che molti commettono è quello di usare i comunicati stampa come strumenti promozionali.
Ma la logica della stampa è diversa da quella del marketing: il giornalista non è lì per farci pubblicità, ma per informare, incuriosire, raccontare il mondo.
Quindi, cosa funziona davvero?
1. Una notizia vera
Può sembrare banale, ma non lo è. Il giornalista vuole ricevere:
- un fatto nuovo
- un cambiamento (un’apertura, una chiusura, un premio, un’iniziativa concreta)
- un dato interessante
- una storia che racconta qualcosa di più grande
Esempio: “Un agriturismo lancia vacanze senza wifi per rispondere al bisogno di disconnessione” è molto più notiziabile di “Abbiamo un nuovo pacchetto benessere”.
2. Contenuti pronti e ben scritti
I giornalisti hanno poco tempo. Se trovano:
- un titolo chiaro
- un lead efficace
- una storia completa
- immagini già pronte e dati precisi
…sono molto più invogliati a leggerlo e a pubblicarlo.
Più è semplice per loro trasformare il tuo contenuto in notizia, più hai chance di finire sulla loro scrivania (e non nel cestino).
3. Un’angolazione originale
Un comunicato può diventare interessante se trova l’angolo giusto:
- collegato a un trend attuale
- legato a un tema di stagione
- inserito in un contesto più ampio
Non dire solo che il tuo prodotto esiste. Racconta perché arriva in un momento giusto o cosa cambia rispetto a prima.
4. Persone e storie, non solo numeri
Sì, i dati aiutano. Ma ancora di più aiuta una buona storia. Il giornalista vuole ricevere contenuti con un volto, una voce, un punto di vista.
Esempio: “Da dipendente a imprenditrice nel turismo esperienziale: la storia di Anna” attira più attenzione di “Nuovo servizio di tour guidati nella Val d’Orcia”.
Se prendiamo News48, una testata italiana che si distingue per il suo approccio costruttivo al giornalismo. Oltre a dare spazio a molte storie, le affronta sempre da una prospettiva orientata alla ricerca di soluzioni, evidenziando non solo il problema ma anche le possibili risposte, la scalabilità delle esperienze raccontate e, quando ci sono, anche i loro limiti.
Se dovessi inviare un comunicato stampa su Anna a questa testata, sceglierei un taglio coerente con la loro linea editoriale: partirei da alcuni dati sul turismo in Italia, per poi entrare più nel dettaglio su come è nato il pacchetto esperienziale, in che modo valorizza il territorio e quali elementi lo rendono replicabile in altre regioni.
5. Un rapporto umano, non solo una mail
Infine, ricordiamoci che l’ufficio stampa è una relazione. Un giornalista si ricorda volentieri di chi:
- lo ha contattato con rispetto
- non lo ha tempestato di follow-up
- ha inviato cose interessanti, senza forzare la mano
Se vuoi che un giornalista legga, consideri e magari pubblichi la tua notizia, pensa come lui. Chiediti: “È davvero una notizia?” “Perché dovrebbe interessare al suo pubblico?”
E ricordati che il valore che dai è quello che torna indietro.
Se stai per scrivere (o far scrivere) un comunicato stampa per la tua azienda, fermati un attimo e chiediti:
È davvero una notizia o solo un annuncio? Un buon comunicato stampa può aprirti le porte della stampa giusta, ma solo se rispetta la logica del giornalismo, non quella del marketing.
Se vuoi approfondire o hai bisogno di un supporto per rendere la tua storia davvero notiziabile,
Posso aiutarti a trovare l’angolazione giusta, i dati che servono e le parole che funzionano. Oppure scrivimi dc@doracarapellese.it





