In questo articolo esploro cosa significa davvero essere autorevoli per un’azienda e perché non basta comunicare da soli: è il riconoscimento di terze parti, come i media, a fare la differenza tra visibilità e fiducia.
Se un’azienda parla solo attraverso i propri canali, può davvero essere considerata autorevole?
Possiamo raccontarci nel modo migliore possibile, ma da soli non basta. L’autorevolezza si costruisce quando qualcuno di esterno — credibile — riconosce e conferma ciò che diciamo.
Oggi tutti possono parlare, pubblicare e commentare. In un contesto così affollato, che cosa significa davvero essere autorevoli?
Viviamo in un contesto “infodemico” in cui tutti comunicano e producono contenuti, generando un rumore costante che rende sempre più difficile distinguere ciò che è davvero affidabile. Per un’azienda, essere autorevole significa riuscire a emergere da questo rumore diventando una fonte riconosciuta e credibile nel tempo.
È qui che entrano in gioco le media relations. Quando un’azienda viene raccontata da media e giornalisti, costruisce una reputazione che va oltre l’autodichiarazione: diventa una fonte che, nel tempo, dimostra coerenza, competenza e affidabilità.
Ed è su questa continuità che si gioca la differenza: più un’azienda è presente in contesti autorevoli, più aumenta la probabilità che ciò che comunica venga creduto, scelto e condiviso.
Qual è la differenza, secondo te, tra visibilità e autorevolezza?
La visibilità non implica automaticamente essere autorevole, perché un personaggio può essere molto visibile ma anche per motivi che lo rendono non affidabile. La stessa cosa vale per un’azienda, magari ha acquisito una certa visibilità perché ha fatto delle cose poco etiche. L’autorevolezza può andare a braccetto con la visibilità quando i contenuti, le attività, e tutto quello che fai sono coerenti e di valore, tanto da arrivare allo step successivo: conquista della fiducia dei tuoi stakeholder.
L’autorevolezza nasce dal ruolo, dalle competenze o dal riconoscimento degli altri?
L’autorevolezza è un insieme di diversi aspetti, in primis la competenza e la coerenza, che portano ad un riconoscimento da parte degli altri. Di qui nasce la fiducia e quindi la possibilità che gli stakeholder possano rivolgersi all’azienda autorevole.
In politica funziona in modo diverso, poiché spesso intervengono sentimenti da tifoseria che vanno al di là delle competenze e della coerenza, ma si basano sulle emozioni che il politico di turno produce nel pubblico.
Le media relations sono spesso percepite come un’attività di visibilità. Ma in che modo, concretamente, trasformano la visibilità in autorevolezza nel medio-lungo periodo?
L’autorevolezza si costruisce nel tempo. Attivare un ufficio stampa significa rafforzarla in modo concreto: quando clienti, potenziali clienti, dipendenti o stakeholder leggono della tua azienda su una testata giornalistica, sono molto più propensi a iniziare — o a consolidare — una relazione commerciale.
Perché un’azienda dovrebbe diventare autorevole?
L’autorevolezza dà all’azienda il potere di essere scelta dai suoi stakeholder. Mi viene in mente un esempio accaduto di recente stavo cercando un fornitore, quando ho cercato sul web informazioni, ho trovato solo tanto marketing, ovvero l’azienda parlava di sé stessa su diversi canali, non ho trovato nessuna terza parte che la raccontasse. Questo mi ha portato a scegliere un altro fornitore, perché non mi ha dato la sensazione di essere affidabile.
Come fa un’azienda a diventare autorevole?
Le media relations aiutano l’azienda a far parlare terze parti della sua realtà. Se è una realtà solida, competente, con dei forti valori aziendali può essere raccontata all’esterno in una chiave notiziabile per il giornalista. Questo significa che un buon addetto stampa rende l’azienda interessante per il giornalista.
Quando ho proposto a una collega di Radio Rai 1 di ospitare un esperto di mercato immobiliare — mio cliente — all’interno della trasmissione Sportello Italia, non stavo semplicemente suggerendo un nome, ma offrendo una chiave di lettura su un tema di stretta attualità. Il suo “sì” è arrivato per due motivi: da un lato il rapporto di fiducia costruito nel tempo, dall’altro la rilevanza immediata dell’argomento proposto, perfettamente agganciato alle notizie del momento.
Quanto conta la fiducia nella costruzione dell’autorevolezza?
La fiducia è parte integrante dell’autorevolezza: non è un effetto collaterale, ma una sua naturale conseguenza. Si attiva quasi come una proprietà transitiva: se ti riconosco autorevolezza, ti considero affidabile; e se ti considero affidabile, allora mi fido di te.
Un’azienda può diventare autorevole rapidamente oppure è sempre il risultato di un percorso lungo?
L’autorevolezza va coltivata, costruita, conquistata, per questo ci vuole del tempo. L’arco temporale di almeno un anno rappresenta il periodo minimo di lavoro in cui le media relations iniziano a produrre i primi risultati in termini di autorevolezza.
Un’azienda mio cliente della Lituania del settore Information Technology, sono due anni che fa media relations in Italia con me. Questo ha contribuito a posizionarla rispetto ai suoi concorrenti su un piano differenziante. Se si cerca sul Web, sono numerose le testate che ne parlano. In un panorama dove la concorrenza in questo settore è diventata spietata capite bene come sia importante esserci in queste modalità.
Se oggi la tua azienda non è presente sui media, qualcuno — là fuori — sta già occupando quello spazio al posto tuo.
La domanda è: vuoi continuare a lasciarglielo?
Se la tua risposta è no, allora
CHIAMAMI
valutiamo insieme il da farsi





