Ci sono progetti che accetti per lavoro e poi ci sono progetti che, senza accorgertene, finiscono per riguardarti personalmente. Beyond Human Potential è stato uno di quelli.
Quando sono entrata in questo progetto sapevo quale sarebbe stato il mio ruolo: occuparmi delle relazioni con i media e far conoscere un’iniziativa che aveva un obiettivo tanto ambizioso quanto affascinante. Quello che non sapevo era dove saremmo arrivati. Si trattava di seguire l’ufficio stampa per un’impresa impossibile.
E questa, per chi fa il mio lavoro, è una situazione piuttosto insolita. Di solito si comunica qualcosa che esiste già: un prodotto, un servizio, un evento, un risultato raggiunto.
Questa volta, invece, stavamo cercando di realizzare qualcosa che non era mai stato fatto prima. La sfida era permettere a Michel Roccati, atleta paraplegico con lesione midollare completa, di sciare in piedi. Attenzione non una dimostrazione simbolica, non una simulazione. Sciare davvero in piedi in autonomia, questo il folle sogno di Michel e Tommaso Balasso che ha coordinato e messo insieme tutti coloro che hanno partecipato. Quando lavori a un progetto del genere non puoi limitarti a scrivere comunicati stampa, perché prima ancora di raccontare una storia devi capire se quella storia riuscirà a diventare realtà.
“Riscrivire i limiti del possibile”
E così, giorno dopo giorno, ho visto prendere forma qualcosa di speciale, non soltanto un progetto una squadra. Persone provenienti da mondi diversi che hanno deciso di mettere a disposizione tempo, competenze, relazioni, esperienza e passione: sostenitori, tecnici, ricercatori, professionisti, volontari. Persone unite da una domanda: “e se fosse possibile?” La parte più sorprendente è che nessuno aveva la certezza del risultato finale, eppure tutti hanno scelto di esserci.
Forse è proprio questo che distingue un progetto da un’azienda, la capacità di credere in qualcosa prima ancora che esistano le prove che funzionerà. Nel frattempo è iniziato anche il mio lavoro. Ho raccontato il progetto ai giornalisti, ho cercato di trasferire non soltanto le informazioni, ma soprattutto il senso di quella sfida impossibile.
Poco alla volta l’interesse è cresciuto: le testate online, i giornali, le televisioni (il servizio del Tg5 dell’impresa)
Alla fine sono state oltre cento le uscite ottenute sui media, in poco più di tre mesi. Un risultato importante, certo, ma non è quello che ricordo con più emozione.
Michel riesce a sciare in piedi
Il momento che porterò sempre con me è arrivato sulle piste di Folgaria. Quando Michel è riuscito a percorrere in autonomia cento metri sugli sci in posizione eretta, diventando il primo uomo al mondo con lesione midollare completa a raggiungere questo risultato, quando mi è stato comunicato la prima cosa che ho pensato sono state le persone, tutti quelli che avevano creduto in quell’obiettivo quando era soltanto un’idea.
Perché dentro quei cento metri non c’era soltanto Michel, c’erano mesi di lavoro, c’erano tentativi, adattamenti, entusiasmo, dubbi. C’era una comunità di persone che aveva scelto di non arrendersi alla parola “impossibile”.
Tutti insieme Al Dallara Academy
Qualche settimana dopo ci siamo ritrovati alla Dallara Academy, e forse è stato lì che ho concretizzato il significato di questa esperienza.
Guardando quella sala ho visto professionisti molto diversi tra loro. Persone che probabilmente non si sarebbero mai incontrate in altre circostanze, eppure erano tutte lì.
Per lo stesso motivo, non per celebrare un record ma per celebrare un percorso.
Ma il risultato di cui vado più fiera è un altro: aver visto cosa può accadere quando le persone decidono di partecipare con il cuore prima ancora che con le competenze. In un’epoca in cui si parla spesso di tecnologia, performance e intelligenza artificiale, questa rimane, per me, una delle lezioni più belle.
“Le grandi imprese continuano a nascere da qualcosa di profondamente umano”
Se hai un progetto innovativo, sociale o imprenditoriale che merita di essere conosciuto, sarò felice di ascoltare la tua storia.
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Faq
Che cos’è Beyond Human Potential?
Beyond Human Potential è un progetto che riunisce professionisti, ricercatori, aziende, volontari e partner tecnici con l’obiettivo di superare i limiti attuali della tecnologia applicata alla disabilità attraverso sfide concrete e ad alto impatto umano.
Chi è Michel Roccati?
Michel Roccati è un atleta paraplegico con lesione midollare completa. Nel marzo 2026 è diventato il primo uomo al mondo con questa tipologia di lesione a riuscire a sciare in posizione eretta e in autonomia per 100 metri.
Qual era l’obiettivo del progetto?
L’obiettivo era permettere a Michel Roccati di tornare a sciare in piedi in autonomia grazie a un innovativo percorso di ricerca, sviluppo e sperimentazione condotto da una squadra multidisciplinare.
Perché il risultato ottenuto è considerato un primato mondiale?
Perché fino ad oggi nessuna persona con lesione midollare completa era riuscita a percorrere in autonomia una discesa sugli sci in posizione eretta come quella realizzata da Michel Roccati sulle piste di Folgaria.
Dove si è svolta la sfida finale?
La fase conclusiva del progetto si è svolta a Folgaria, in Trentino, sulle piste dell’Alpe Cimbra, dove Michel ha completato con successo la discesa che gli ha permesso di raggiungere il record.
Qual è stato il ruolo dell’ufficio stampa nel progetto?
L’ufficio stampa ha avuto il compito di raccontare il progetto ai media, coinvolgere giornalisti, televisioni, radio e testate online, contribuendo a far conoscere l’iniziativa al grande pubblico e a valorizzarne il significato umano, sportivo e tecnologico. L’ufficio stampa per un’impresa impossibile.
Quanta copertura mediatica ha ottenuto Beyond Human Potential?
Nel corso di poco più di tre mesi il progetto ha ottenuto oltre 100 uscite tra giornali, televisioni, radio e testate online, contribuendo a diffondere una storia di innovazione, inclusione e determinazione.
Qual è l’insegnamento più importante lasciato da Beyond Human Potential?
Al di là del record mondiale, il progetto dimostra che risultati straordinari possono nascere dall’incontro tra competenze diverse, collaborazione e fiducia reciproca. È la dimostrazione che le grandi imprese continuano a essere profondamente umane.





