Fino a poco tempo fa, quando parlavamo di visibilità online, il riferimento principale era Google. Oggi, però, sempre più persone cercano informazioni anche attraverso ChatGPT e gli altri strumenti di intelligenza artificiale. Ufficio stampa e Geo possono andare d’accordo?
Che cosa significa questo per chi si occupa di media relations? Dovremo scrivere i comunicati stampa pensando non soltanto ai giornalisti, ma anche alle risposte generate dall’IA? Ne ho parlato con Ferdinando Dagostino, esperto Seo, in una nuova puntata di #ConversazioniEstive, partendo proprio da questa domanda:
Come cambia il lavoro dell’ufficio stampa con l’avvento della GEO?
La GEO, Generative Engine Optimization, riguarda la possibilità che un contenuto venga individuato, utilizzato e citato dai motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale. Puoi guardare qui l’intervista completa.
Attenzione! Nel video, a un certo punto, una bestia pelosa passa davanti alla telecamera: non spaventarti, non è un effetto speciale!
«Ad oggi la GEO la vedo come un’opportunità»
Questa è la prima affermazione di Dagostino che mi ha colpita. Di fronte all’intelligenza artificiale siamo portati spesso a domandarci che cosa perderemo o quali attività verranno sostituite. In questo caso, invece, possiamo chiederci quale nuova possibilità si apra per le aziende.
Un articolo pubblicato su una testata online non vive soltanto nel momento in cui esce. Può essere trovato su Google, rimanere disponibile nel tempo e diventare una delle fonti utilizzate dagli strumenti di intelligenza artificiale. Questo rende ancora più importante il lavoro dell’ufficio stampa che dovrà rivedere le regole di scrittura del comunicato stampa che spesso viene pubblicato interamente dal giornalista, pertanto, dovrà tener conto di come ragiona l’intelligenza artificiale.
«Finalmente siamo liberi di scrivere»
È una frase che può sembrare quasi provocatoria, soprattutto per chi negli ultimi anni si è abituato a scrivere pensando alle parole chiave e alle regole della SEO. Dagostino invita a tornare a una scrittura capace di rispondere alle domande che le persone si stanno facendo.
Questa indicazione riguarda molto da vicino anche i comunicati stampa. Scrivere con maggiore libertà non significa dimenticare le regole giornalistiche o riempire il testo di parole. Significa partire dalle persone alle quali ci rivolgiamo.
Che cosa interessa davvero al lettore? Quale informazione sta cercando? Perché dovrebbe dedicare attenzione proprio a questa notizia? Domande che esistevano già prima della GEO e che oggi diventano ancora più importanti.
«Creare un brand sulla propria scrittura»
La terza affermazione riguarda la riconoscibilità. In una rete piena di contenuti simili, e spesso generati automaticamente, avere una voce riconoscibile può diventare un elemento distintivo. Vale per un giornalista, per un professionista e anche per un’azienda.
Costruire un brand attraverso la scrittura significa essere coerenti, riconoscibili e credibili nel tempo. Non riguarda soltanto lo stile, ma la qualità delle informazioni che scegliamo di condividere e il modo in cui rispondiamo alle esigenze di chi ci legge.
La GEO ci ricorda quanto siano importanti le fonti autorevoli, la reputazione e la capacità di produrre contenuti che meritino davvero di essere trovati e citati.
Nell’intervista video affrontiamo anche il rapporto tra SEO e GEO, il modo in cui l’intelligenza artificiale sceglie le fonti e il futuro dei giornali.
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