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News fra curiosità e novità

Ti racconto il mio Web marketing Festival 2017

Io il punto sul Web Marketing Festival (WMF)  lo faccio con molto entusiasmo, come già preannunciato sono stata a Rimini nella  due giorni e per me è stata la prima volta. Mi sono divertita tanto, non solo, le cose più importanti sono state: incontrare persone e attingere contenuti nuovi.

Avrei voluto seguire tutti gli interventi, ma non c’è stato il tempo e adesso mi cuccherò tutti i video che hanno preparato. Intanto, condivido alcuni momenti della due giorni.

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Come deve essere un titolo

Ho seguito da buona giornalista comunicatrice tutto il modulo a noi dedicato. Alessandro Giagnoli parlando di traffico sui vari siti e della necessità di avere sempre tanti click, non poteva non parlare di SEO. Interessante il paragone che ha fatto sulla costruzione del titolo: se SEO, deve rispondere ad una ricerca per l’utente, se invece è scritto per i social, deve puntare la maggior parte dei casi sul prodotto e deve incentivare o incoraggiare gli utenti ad approfondire.
Una bella notizia per chi naviga è che da marzo scorso Google punisce tutti quei siti che hanno milioni di pop up, che ti fanno impazzire tutte le volte!

Fake e fact checking

Filippo Tramelli, invece ha parlato di fake e fact checking, che dette così sembrano delle parolacce, allora le fake sono delle bufale e il fact checking  è la verifica dei fatti che si intende pubblicare (recente  è il caso di Vasco Rossi e i ritrovamenti di oggetti dopo il concerto).  Chi di noi non si è trovato di fronte ad una bufala che non solo abbiamo condiviso ma non siamo mai andati a verificare la fonte. In realtà se sei un semplice navigatore è un conto, ma se sei un giornalista hai l’obbligo morale e deontologico di verificare la notizia. Tramelli ci ha fornito anche alcune risorse web che possono aiutarci nella verifica.

Tre risorse web per verificare alcune cose
Google ti permette di verificare l’immagine da dove arriva e se è stata utilizzata in altre situazioni e lo fa caricando un’immagine dal tuo browser o semplicemente inserendo un url
Pipl invece permette di trovare informazioni sulle persone
Whois  serve per sapere chi ha creato un determinato sito o comprato quel dominio.

Tutto questo per dire: SI – PUO’ – FARE! Verificare, verificare e verificare la fonte di una notizia!

Twitter è importante nel giornalismo?

  • “Il giornalismo si deve adeguare al modo di fruire la notizia del lettore” è quello che ha detto Pamela Ferrari parlando di Twitter e giornalismo, “ Oggi una notizia viene data prima su Twitter che dall’agenzia” questo la dice lunga sull’importanza che Twitter ha nel giornalismo.
  • Creare engagement è una frase che va molto di moda, e significa fare in modo che il post possa essere condiviso, piaciuto e comunque soggetto a tutte quelle operazioni che si possono fare ad un tweet. Quindi essere coinvolgenti per creare “legami” forti tra il brand e i suoi fan. Pamela consiglia in particolare di raccontare attraverso lo storytelling con emozione, perchè può suscitare una reazione in chi ti legge. Inoltre guardare le tendenze e verificare di cosa si sta parlando in quel momento per inserirsi in quelle conversazioni, è un altro modo per fare engagement.

10 Consigli per avere successo su Twitter

  • Contenuti devono essere freschi e reali
  • curare la forma grammaticale
  • tenere sotto controllo le tendenze
  • usare gif e video
  • rispondere sempre
  • menzionare delle persone
  • usare le liste
  • curare l’aspetto del profilo twitter
  • avere una buona dose di ironia
  • ritwittare post utili per i nostri lettori

 

E le crisi sul web come vanno gestite?

La crisi va considerata secondo ciascun stakeholder - ha detto Daniele Chieffi, responsabile media relation Eni e che in ottobre sarà presente anche a tolktolk  -perché quello che può essere critico per uno, per l'altro non lo è.
Sicuramente vale la regola principale che una crisi va prevenuta più che curata. Prevenire significa prevedere il più possibile tutte quelle situazioni di criticità, fare un programma d’azione in modo da essere pronti per affrontarle.
Indispensabile conoscere per poter agire, si potrebbe cominciare col sapere in tempo reale chi dice cosa e dove.

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“Oggi noi giornalisti stiamo gestendo la percezione, nelle comunities si sviluppano narrazioni basate sulle percezioni”.  
Cit. Daniele Chieffi

La semiotica digitale

Uno degli speech più interessanti perché è stato inaspettato, è stato quello dell’energico e applauditissimo prof Mariano Diotto. La semiotica digitale è stato il suo tema, che detta così sembra una roba complicatissima, non è altro che il risultato dell'unione di alcune  discipline: psicologia + antropologia + sociologia con la semiotica.
Nello specifico ci ha parlato delle 15 regole del Diamante che vengono utilizzate in svariati campi:

  • nella comunicazione tradizionale
  • nelle relazioni interpersonali
  • nel brand positioning
  • nell’ambito social
  • nel web marketing

Cosa sono le regole del diamante

Le 15 Leggi di Diamante sono delle strutture archetipiche che ci permettono di raggiungere il pubblico a livello emozionale e non solo razionale. Semplificano la comunicazione perché lavorano sull’inconscio della persona e aumentano l'efficacia del brand a livello di digital comunication. Diotto si è focalizzato su quattro di queste leggi:

  • la regola del 3. Avviene quando suoni, emozioni, immagini, colori, elementi grafici sono ripetuti per tre volte. I benefici: favorisce la memorizzazione
  • La regola in return keepsake. È la legge che ripesca dentro al nostro vissuto, al nostro passato o a strutture archetipiche consolidate dalla cultura o dal momento comunicativo. Funziona sempre perché ognuno vi abbina ciò che ha dentro. Se usato sapientemente sa prendere un target di pubblico molto ampio.
  • L’effetto sipario. È usato sempre, e può essere un suono, un movimento, un colore, un’immagine. I benefici di questo effetto: la comunicazione è più incisiva, diretta, senza sbrodolature, non annoia, ha un ritmo. È qualcosa che si interpone tra l’emittente e il ricevente e che segna una apertura e una chiusura.
  • Plot  hole. È il buco narrativo. In comunicazione non devo dire tutto ma lasciare al pubblico di riempire le informazioni non date con le proprie conoscenze. I Benefici? È una delle tecniche più usate perché attinge agli immaginari archetipici che ognuno di noi ha.

Nei vari ambiti citati queste regole possono davvero fare la differenza e se si conoscono e si usano correttamente agiscono a livello inconscio in modo efficace. Sono stati diversi gli esempi citati: Unieuro che usa il claim con la regola del tre “batte, forte, sempre”;  Giovanni Rana che usa spesso la regola return keepsake, ovvero entra con i suoi spot nella cultura del momento.

WMF arrivederci al prossimo anno, nel frattempo mi vedrò tutti gli interventi che non ho potuto seguire. 

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Sono Dora Carapellese, mi occupo di comunicazione, offrendo servizi di ufficio stampa, scrittura per l'editoria e formazione.

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